Category: Recensioni di Barbara
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Grazie alla penna di Corrado Premuda, Cenerentola ha il coraggio di scegliere.

di Barbara Grubissa

Cosa ci fa chiusa in una vecchia scatola la scarpina di cristallo che, secondo la fiaba classica, ha unito Cenerentola al suo amato Principe Azzurro? Corrado Premuda ha saputo dare un significato estremamente originale, poetico e attuale, a un oggetto che ha affascinato intere generazioni di adulti e di bambini dai tempi dei tempi: la scarpetta di Cenerentola rappresenta, inaspettatamente, “l’illusione”. L’autore triestino, infatti, ha presentato il 21 aprile 2013 in occasione della sesta edizione del “Festival Internazionale del Libro per Ragazzi Monte Librić” che si è tenuto a Pola, in Istria (Croazia), dal 20 al 26 aprile, la fiaba inedita “Sempre serva” che è stata raccontata ai bambini nell’appuntamento Storia per la buonanotte. Leggibile e apprezzabile da ogni tipo di pubblico, dal bimbo, al ragazzo, all’adolescente, fino al raffinato critico letterario, la storia si propone, con la sagace ironia che contraddistingue questo scrittore, di raccontare i postumi del “vissero e felici e contenti”. Cosa può essere successo a Cenerentola e al suo amato Principe dopo le nozze fastose che ogni donna sembra aver invidiato dalle notte dei tempi? Attualissimi e scottanti i temi che vengono toccati: 1. l’indipendenza di un personaggio femminile, tradizionalmente vessato da matrigna e sorellastre e aiutato a maritarsi da una fata con incantesimi e magie, che invece prende in mano la propria vita con orgoglio e autonomia e decide di mettere in discussione i valori convenzionali di una “principessa da fiaba” come il lusso, l’agio, la bellezza, lo stesso ideale di “Principe azzurro”. In perfetta linea con i nostri tempi, in cui abbiamo visto passare, per fare un solo esempio, nelle sale cinematografiche, un cartone animato come “Ribelle” (The brave) della Pixar in cui vi è una protagonista-donna vivace, irriverente, indipendente e capace di esprimere un desiderio che va oltre le aspettative di ogni fiaba che si rispetti. 2. Il bisogno di sentirsi utili, concreti, non cedere facilmente al vizio della facile delega che allontana dal “senso della realtà”; curioso che perfino un personaggio di fantasia possa, finalmente, mettere in discussione l’isolamento in una torre d’avorio di protagonisti che sembrano tanto lontani dalla gente e dalla vita quotidiana dei garzoni di palazzo e degli umili servitori. 3) Una malattia esistenziale, un’ insoddisfazione, una velata infelicità che viene interpretata dal contesto in cui la protagonista vive come “malattia”: “si misero a urlare che la sovrana era impazzita”. Premuda, infatti, con maestria, costringe Cenerentola ad un atto molto semplice e da tutti noi conosciuto: fare un bilancio della propria vita. Questa Cenerentola, presentata per la prima volta al Festival letterario per ragazzi di Pola, che ha ospitato vari scrittori e illustratori e molte case editrici italiane del settore, è una Principessa che comunica umanità e spessore, inedita, a passo con i tempi, descritta con uno stile ironico, leggero e scanzonato; soprattutto è una ragazza che ha il coraggio, con un arguto colpo di scena, di scagliare con rabbia contro il muro la scarpina di cristallo che nella fiaba, per tradizione, ha sempre rappresentato il simbolo della sua elevazione sociale e della sua felicità. Perché? Forse solo per avere il coraggio di mettersi in discussione e di confrontarsi con il tema dell’ “illusione”. Interessante e profonda la continuazione della fiaba classica scritta da Corrado Premuda e con finale a sorpresa.

Corrado Premuda